In questa surreale settimana di riposo forzato ho modo di vivere taaaaaaaante e allungaaaaaaaate giornate di relax, che mi danno la possibilità di darmi a quelle piccole attività a "valore aggiunto" che normalmente non si ha il tempo di gestire e che invece sarebbero importanti: sperimentare la spesa on line, organizzare i raccoglitori dei documenti importanti, creare ameni centrotavola natalizi e anche verificare se la tariffa telefonica a mia disposizione è veramente la più adatta alle mie esigenze.
A questo proposito ho scoperto che Tim, mio gestore dal lontano 1994, propone due nuove tariffe Limited Edition (della serie cogli l'attimo): la Tim10 per chi è un po' logorroico e manda un sacco di messaggi, oppure la Tim Senza Scatto per chi è un po' meno logorroico e manda lo stesso un sacco di messaggi.
Non ho mai cambiato tariffa da quando ho il cellulare (ho fatto bene? ho fatto male?) e, facendo una sana botta di conti, per quanto mi riguarda, sarebbe un bel risparmio: con i messaggi faccio veramente un sacco di botta e risposta, da mane a sera.
Quasi quasi faccio il grande salto...
LdC
Sono stata dimessa ieri dall'ospedale dopo il mio intervento programmato di settoplastica. Tutto bene, intontita ma fondamentalmente sto bene (se son qui a scrivere significa che sono nel pieno possesso delle mie facoltà mentali - su quelle fisiche ci stiamo lavorando). Ho in mente un post del tipo tutto ciò che non vi dicono della vostra settoplastica, nel bene e nel male... appena starò meglio lo scriverò.
Nell'attesa, beccatevi invece un po' di post che avevo preparato prima di essere ricoverata.
Stay tuned.
LdC
categories: cose importanti, up close and personal
Così, a bruciapelo: a voi piace stirare?
Perché ad esempio alla mia ex cognata piaceva, diceva che la rilassava; ho altre amiche che si divertono stirando, soprattutto quelle un po’ fissate con l’organizzazione. Anche mia suocera ama stirare, giacché ogni capo (e sottolineo ogni) del mio fidanzato ha sempre ricevuto attenta stiratura.
Prima del mio avvento, è ovvio. Perché io non stiro tanto, insomma diciamo che ho sempre stirato raramente. Più che altro stendo e piego molto bene, ma prendendo in esame (ad esempio) l’ultimo anno di convivenza, dire che… mh, ho stirato una camicia a Lorenzo per il veglione di San Silvestro e un’altra prima di partire per le ferie.
Ok, lo confesso, a me stirare fa ca#!?!...
(e poi mi lamento che nessuno mi sposa)
O almeno, mi ha sempre fatto quell’effetto, forse anche perché non ho mai avuto grandi strumenti a mia disposizione: il classico ferro da venti euro preso al Mercatone, per necessità più che per scelta, e un micro asse pieghevole/richiudibile/invisibile a marca Ikea. Poi, un giorno, per uno di quegli inspiegabili motivi che spingono le donne, dopo una certa età, a fare acquisti più casalinghi che frivoli (e che spingono gli uomini a regalare frullatori anziché completi intimi)… insomma, un giorno in cui mi sentivo particolarmente Bree Van De Kamp, ho rottamato la mia attrezzatura e ho preso quello che vedete nella foto.
Ecco, ora capisco perché esiste chi va forte in automobile e chi no (come me): perché hanno un buon mezzo. Inutile accanirsi ad andare a mille all’ora se si ha un macinino a disposizione. E per i lavori di casa è più o meno la stessa cosa.
Certo, stirare non è ancora diventato il mio passatempo preferito, ma almeno adesso ci metto la metà del tempo.
(in attesa della svolta economica che mi farà assumere la tanto agognata colf)
Siete impagabili.
LdC
categories: ldc bellavita, amici e balotta, il cielo è sempre più blu
Anche la casa che siamo stati a visitare lunedì scorso era da ristrutturare. Non si trattava di una roba sventrata e bombardata come quella precedente, ma non era particolarmente raccomandabile a patto di non avere un gusto tremendo.
Ecco, non so a voi, ma su di me le mattonelle scure di ceramica, i color catarro metallizzato con ghirigori ton sur ton, le mezze tonalità biancosporco-crema-beige, i bagni arrivati direttamente dagli anni ’70 e le cucine a fiorellini (nonché la carta da parati, dimenticavo la car-ta-da-pa-ra-ti!) non hanno mai riscosso un grande successo. Io son più da parquet, muri bianchi, faretti incassati, wengè, eccetera. Ci siamo capiti.
Però su questa ci abbiamo lasciato il cuore: la zona, a cinquanta metri da negozi, ufficio postale, edicola e tutte le cose di cui si ha bisogno sotto casa… ma sufficientemente lontana per godere di silenzio e parcheggio semplicissimo. La palazzina non particolarmente signorile ma dignitosa, di sole sei unità… un balconcino per ospitare la lettiera della gatta.. tanto spazio interno per realizzare davvero quello che si vuole.
Il problema è che la richiesta è di circa 290.000 euro, che corrispondono a 2.900 euro al metro quadro, che è più vicino al prezzo del ristrutturato che del catarro metallizzato.
Il problema è che la matematica non è un’opinione e aggiungendo i costi della ristrutturazione, che oscillano fra gli 800 e i 1000 euro al metro quadro, significa 290+80 (nella migliore delle ipotesi e fingendo di dimenticarsi completamente di “spesucce” accessorie quali mediazione dell’agenzia e notaio, per esempio) che, a casa mia, fa 370.000 euro e vi garantisco: sono ben lontani dal budget che abbiamo a disposizione.
Il problema è che ci siamo fatti due conti in tasca e ci siamo resi conto che i crack finanziari son belli da vedere finché sono in televisione.
E così oggi, quando ho chiamato l’omino dell’agenzia, ho rinunciato a malincuore ma gli ho buttato lì che se gli eredi si accontentano di “n” (dove n sta per una cifra che a loro sembrerà bassissima, ma vi garantisco che è tutt’altro che un’elemosina) siamo disposti a comprargli tutto, carta da parati inclusa, anche domattina.
Ma sarà difficile, per non dire impossibile.
Per aspera ad astra.
Ci vediamo lunedì.
LdC
categories: viaggi, ldc bellavita, amici e balotta, il cielo è sempre più blu





