Sottotitolo: questo post mi sembra la prosecuzione naturale di quest’altro post, anche se non so perché.
Siccome mi son resa conto che stasera ho un impegno per il quale, tre/quattro anni fa, avrei dato via un braccio dalla contentezza e che adesso mi provoca l’effetto acqua tiepida – difatti ci vado ma per altri motivi molto meno nobili che non sto qui a spiegare perché anche i muri hanno le orecchie, dicevo pensando a questo impegno e a come lo vivo oggi a differenza del passato, mi è venuto in mente che ci sono tante cose che un tempo avrei detto e fatto e che oggi non dico e non faccio e ovviamente viceversa.
Tipo, ad esempio, frasi che non mi sarei mai sognata di dire e che adesso dico con nonchalance:
- al prossimo concerto dei R.E.M. voglio entrare nel pit;
- dev’essere stato emozionante quando è mancata la voce a Roger e Pete ha dovuto cantare al posto suo;
- onestamente spendere cento euro per un paio di scarpe mi sembra un furto;
- non ho voglia di uscire, poi devo fare anche la lavatrice;
- mi incuriosisce l’ultimo libro di Oriana Fallaci;
- meno male che C. non mi ha invitata al suo matrimonio, che non ne volevo mezza;
- ho letto tre libri in un anno e pure a fatica.
… oppure concetti che non mi sogno neanche più di far transitare dalla scatola cranica:
- il blu è il nuovo nero, il rosso è il nuovo rosa;
- se nel week end non sei a Villa Papeete non sei nessuno;
- no, la pasta no, che ingrasso;
- i soldi meglio spesi? Per la mia immagine, of course!
- senti se abbiamo ancora le bazze per l’outlet di Guess?
- pigra io? Ho venduto la bici per comprare il motorino, ho venduto il motorino per comprare un palmare.
- chiama quando vuoi, dormo con il cellulare acceso.
Infine i punti fermi, quelle opinioni talmente radicate che non variano mai:
- Spriz con Aperol;
- non è urgente, lo posso fare domani;
- io sto ai bambini come Crudelia sta ai cuccioli di dalmata.
Meglio o peggio? Boh? Io mi sento sempre io.
(your own private way is the right way)
Comincio dalla fine e cioè dal dire che quando non si ha più la buccia non si dovrebbe andare a un concerto a Verona di lunedì sera, che quando si accendono le luci e i piedi e la schiena e la vescica implorano pietà, si dovrebbe essere ad un massimo di un kilometro da casa e non centocinquanta.
Viaggiare con
Il panino Rustico dell’Autogrill conquista il podio come miglior panino dell’Autogrill 2008.
Svegliarsi tardi, con venti gradi a luglio, fare colazione con calma dalla lattaia e presentarsi in ufficio all’alba delle dieci e mezza dovrebbe essere proposto come disegno di legge: secondo me contribuirebbe all’aumento del p.i.l., poi fate voi.
A Verona si respira Lega Nord nell’aria. Brrrrrrrrrrrrrr.
Sempre lodati tutti coloro che perdono il bello dei concerti per fare filmini e fotografie che il giorno successivo puntualmente trovo online anche se, diciamocelo, che gusto c’è a fare mille foto ad un concerto? È come andare in pinacoteca con un registratore.
La scaletta, era prevedibile, non assomigliava a nessuna di quelle millantate sul web dai sedicenti esperti. Non ho preso appunti, ma appena qualche volontario la pubblica sarà prontamente linkata.
Le persone sotto al metro d’altezza (leggasi i bambini) ai concerti non dovrebbero farli entrare per decreto.
I R.E.M., dubbio non v’è, sono dei veri professionisti: precisi, coinvolgenti, amichevoli e scanzonati q.b., attenti, preparati. Peccato non poter dire la stessa cosa dei fonici dell’Arena, che si dilettavano a far prove audio durante il concerto (questo tecnicismo me l’ha fatto notare il mio moroso, ma chiunque con un minimo d’orecchio avrebbe potuto constatarlo) ma che comunque sono stati compensati da una regia impeccabile.
Sempre in tema di cose che mi hanno fatto storcere il naso potrei rendicontare di un banchetto di Amnesty, fortemente voluto da Stipe e soci e addirittura smarchettato dal palco, con a fianco un banchetto del merchandising ufficiale – gestito da una tizia sgodevolissima, peraltro – pieno di magliette “made in Cambogia”. Immaginando poveri bambini che scrivono everybody here comes from somewhere su una t-shirt per una ciotola di riso, mi sono astenuta dal comprarla.
Migliore pezzo eseguito, a mio modesto avviso: Electrolite.
Grandi pezzi mancanti, sempre a mio modesto avviso: Lotus, Nightswimming e Shiny happy people.
Fosse anche solo per una mera questione statistica, dato come fisso il numero pro-capite di rompicoglioni nei posti davanti, spero di potermi cominciare a godere un concerto intero… diciamo a partire dal 2015?
Diffidate di chi dice il mio album preferito è Out of time. Facile, così!
Dalla 24^ fila i R.E.M. li ho visti grandi come gli omini del subbuteo, il che mi ha fatto decidere automaticamente che non solo acquisterò il biglietto per Bologna a settembre, ma sarà transenna.
Senza se e senza ma.
LdC
PS: le mie scuse per il video affetto dal morbo di Parkinson, ma è l’unico che ho trovato che potesse mostrare lo splendido gioco di regia e la scarsa professionalità dei fonici, contemporaneamente. Se ne trovo uno migliore lo cambio.
categories: cose importanti, ldc bellavita, il cielo è sempre più blu

E visto che sul web ci sono svariate teorie, tutte plausibili ma non recenti, penso che mi affiderò alla Buona Sorte. Che, come dicevo sempre ieri, a me lui può anche cantare o quanto è bella l’uva fogarina, che l’ascolterò sempre.
Nightswimming, magari?
LdC
Qualcuno di voi ricorda il mitico pezzo di Radio Freccia... credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riffs di Keith Richards, e bla bla bla. Qualche anno fa con Chicca, che è una compagna ideale per questi viaggi mentali, ne abbiamo scritta una nostra versione.
7 dicembre 2000
Credo che, prima di pretendere, bisogna saper dare... ma se nessuno vuole è abbastanza frustrante dare così, a chi poi? Credo che voler mollare tutto per trasferirsi a Milano sia in realtà voler scappare da sé stessi, cosa quantomeno difficile perchè comunque me ne andrei assieme alla persona che meno voglio vedere in questo momento, cioè io... come credo che non riuscire a stare bene con nessuno sia in realtà un sintomo che non sto bene con me stessa. Credo che sarò licenziata se continuo a buttare le ore di lavoro pensando a lui e non al lavoro... Credo di meritare un po' di più di una grigia giornata di pioggia. Credo che il segreto della felicità stia nel saperla aspettare e non volere tutto e subito (e se possibile ancora prima, come dice R.). Credo che non riuscirò mai a non darmi totalmente alla persona che amo perchè credo che amare significhi darsi al 1000% e non centellinare i sentimenti perchè in amore vince chi fugge... Credo che non riuscirò mai a sentirmi completa se non avrò al mio fianco qualcuno che mi ama... Credo che quell'uomo mi ami sul serio, visto che ha mandato a culo una cena col suo cliente più importante per stare con me... ma credo che comunque non mi ami abbastanza perché resta dov'è... Credo che non dovremmo cercare di risolvere i problemi del mondo perchè dobbiamo riconoscere i nostri limiti... e sono tanti... Credo che non prenderò mai più un antidepressivo in vita mia, comunque vadano le cose, perchè è vero che c'ho un buco grande, qui... ma una birra con Diego, le e-mail con Chicca e Andrea, l'aperitivo con Barbara, le mie fotografie, un po' di musica fatta per bene, qualche viaggio ogni tanto... bè, questo buco me lo riempiono...
Poi, nel tempo, abbiamo continuato il nostro giochetto. Un po’ per divertimento, un po’ per avere sempre tangibile l’evidenza di come e quanto si cambia.
27 maggio 2005
Credo sempre che bisogna dare, dare, dare incondizionatamente (ricordiamoci il motto dell'estate) e soprattutto smettere di prendere: fischi per fiaschi, fregature, inc...., ecc. Credo che voler mollare tutto per trasferirsi a Milano sarebbe stata una gran cazzata e meno male che ci sono arrivata da sola... e meno male che mi son comprata casa a Bologna, perchè in realtà io qui ci sto da dio. E poi era vero che volevo scappare da me stessa: sono passati 5 anni e ancora son lì che scappo e sono ancora lì che mi dico che non sto con nessuno perchè non sto bene con me. Onestamente? Mi sono rotta i coglioni di non stare bene con me stessa... bisogna che smetta di farmi 'sto viaggio e cominciare ad ammettere che io poi con me stessa ci sto molto bene, è con gli altri che faccio fatica ad incastrarmi. Capita quando si vuol tutto a modo proprio. Credo sempre di meritare di più di una grigia giornata di pioggia, ma credo di essermene convinta eccessivamente... Vedi sopra: credo FIN TROPPO di sapere di meritare moltissimo, infatti più in basso del livello stupendo mi sembra tempo perso e vaffanculo a chi c'è... mi sa che ho ecceduto dall'altra parte, negli ultimi cinque anni. Credo anche di essermi un po' rotta di aspettare la felicità: adesso mi alzo e me la vado a prendere, se proprio lei non ha voglia di muovere un passo... Credevo che non sarei mai riuscita a centellinare i miei sentimenti e a non darmi al 1000% solo perchè in amore vince chi fugge e invece ho raffinato una tecnica da vera stronza, che comunque non mi ha portata da nessuna parte. E mi ha fatto perdere tantissimo in spontaneità. Credo che quell'uomo mi abbia amato sul serio, giuro che l'ho amato anche io e non rimpiango niente, ma credo di aver fatto bene a gabinettarlo quando ho conosciuto M. Dopotutto, alla fine della fiera, non sta per sposare me. Credo di aver preso molti più antidepressivi di quelli che avrei voluto prendere, ma lo dicevo già nel 2000 che non si possono risolvere tutti i problemi del mondo e, soprattutto, che abbiamo dei limiti. Continuo a credere che c'ho un buco grande, qui... ma un cinema con Ivan, due cazzate per mail con gli Amici o uno sfogo sul blog, i viaggi, le domeniche al mare, sopravvivere a Montezuma, gli aperitivi con M., e ritrovarmi più forte e non indebolita dalle esperienze negative, bè... questo buco non lo riempiono, no. Il buco ho capito che non si riempie mai, e se si riempie trovi di nuovo modo per svuotarlo e tornare alla ricerca di qualcosa. Ma mi fanno stare bene, qui ed ora.
Questo, oggi, è il mio. E questo è il suo.
Credo, credo sempre... Credo che bisogna mettere un po' d'ordine alla propria posta elettronica, se non si vogliono perdere e-mail preziose come quella del credo di qualche anno fa... Credo che
categories: cose importanti, up close and personal, dieci cose
La prima serata di presentazione del progetto non è andata male, anzi. A parte due/tre proposte più o meno indecenti diciamo che me la sono cavata, fra chiacchiere piacevoli con amici e anche sconosciuti, l'interesse generale mi è sembrato buono.
Questa sera si replica, prima però vi spiego meglio di cosa si tratta.
BlooMap è un esperimento finalizzato alla nascita di un social network. Un social network costruito dal basso e legato al territorio regionale dell'Emilia-Romagna. Un social network rivolto, innanzitutto, a chi svolge o sta tentando di svolgere mestieri legati alla creatività: musicisti, dj, grafici ed ingegneri web, teatranti, tecnici dello spettacolo, videomaker, consulenti, pubblicitari, artigiani, organizzatori di eventi, blogger, scrittori, artisti visivi, operatori del multimediale. Inoltre, BlooMap vuole rivolgersi a progetti collettivi e a strutture organizzate: associazioni culturali, imprese, gruppi informali, collettivi, locali da ballo, circoli, centri sociali, cinema, teatri, gallerie d'arte, spazi estivi.
Le finalità di BlooMap:
1) Aumentare lo scambio di informazioni e di competenze fra chi opera nei settori creativi, con una particolare attenzione alle nuove forme del lavoro autonomo femminile.
2) Attraverso il raggio d'azione regionale, diminuire la dispersività che oggi, spesso, si riscontra all'interno dei social network, aumentare il feedback sulle attività che vengono promosse, far nascere incontri e collaborazioni professionali.
3) Aumentare le informazioni e, di conseguenza, le opportunità di rapporti lavorativi fra singoli ed organizzazioni, in particolar modo quelle legate all'entertainment/vita notturna e al multimediale.
4) Costruire eventi periodici d'incontro fra gli esponenti del network, diminuire la dispersione relazionale e la solitudine, alimentare la forza collettiva del desiderio.
BlooMap è gestito dallo sportello di consulenza per lavoratori atipici PopLab ed è sostenuto dal Piano Telematico e dal Programma Imprenditoria Femminile della Regione Emilia-Romagna.
Per registrarti (e magari aiutarmi a realizzare i trecento account che devo attivare per contratto) puoi cliccare qui. Poi, se fai passaparola, è ancora meglio!
Ci vediamo stasera al Bolognetti.
LdC
Che, oibò, son cose che capitano.
Mi trovate a Vicolo Bolognetti dalle 22.00
per la presentazione del progetto regionale BlooMap.
E' un nuovo social network, tipo MySpace per intenderci,
anche se presentarlo così è decisamente riduttivo.
Quindi, se avete tre minuti da perdere, passate a trovarmi...
A stasera!
(e pure domani)
LdC







