Ci vediamo lunedì.
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categories: viaggi, ldc bellavita, amici e balotta, il cielo è sempre più blu
Il termine disperazione che all’inizio mi sembrava un po’ eccessivo per l’argomento, sta cominciando ad assumere una connotazione reale, tangibile, coerente con la situazione.
Sono anche io dell’idea, come dice il mio moroso, che la casa giusta esiste da qualche parte, basta saperla aspettare (dopotutto anche con lui è successo così: ho dovuto aspettarlo dieci anni, ma alla fine è valsa la pena)… ma la disperazione di cui parlo è riferita a ciò che mi vedo attorno, alle catapecchie spacciate per
(è mai possibile che abbiano tutti questa incredibile fotta di installare riscaldamenti centralizzati sia nel nuovo che nel vecchio, nel moderno e nell’antico? Ditemi che gusto provate ad avere il riscaldamento centralizzato!)
(mentre mi pongo e vi pongo queste domande mi arriva una e-mail da un’agente immobiliare che mi chiede: ma è proprio sicura che non vuole valutare il riscaldamento centralizzato? No! No! Ho detto no, porcatroia!)
E comunque sabato mattina siamo andati a visitare un altro immobile. Stavolta, per non incorrere in impianti ventennali cammuffati sotto eleganti parquet, ci siamo orientati direttamente su qualcosa da ristrutturare. È vero che s’era detto che le ristrutturazioni le avremmo lasciate a Discovery Travel & Living, ma la zona in cui è situato questo immobile (Malpighi) è da sempre una delle mie preferite nonché assomiglia tanto ed è prossimo alla Cirenaica, amato quartiere dove ho trascorso ventitre felici anni… quindi siamo andati.
Il condominio era bellissimo, molto signorile: giardinetto, scale in marmo, ben tenuto, della dimensione giusta… l’appartamento era oggettivamente da ristrutturare e pure pesantemente (diciamo proprio da sventrare e rifare daccapo), ma bello, grande, abbastanza luminoso (per essere un primo piano!) e ben distribuito, con tanti balconi. Unica perplessità: l’incrocio su cui si affacciano due finestre, abbastanza rumoroso. E gli autobus, che passano in tre direzioni su quattro (l’autobus al primo piano, è cosa nota, si sente non solo con le orecchie ma con tutta una serie di spiacevoli vibrazioni).
Che fare? Per la prima volta sono perplessa perché l’appartamento –immaginato in prospettiva, ovviamente- potrebbe essere stupendo. Ma il rumore. Il rumore, dico! Quanto potrebbe darmi fastidio?
E così oggi andiamo a visitarne un altro, lasciandolo per il momento nel limbo dell’indecisione…
(comunque, per la cronaca, non vale i 260.000€ richiesti)
«Goditi potere e bellezza della tua gioventù» ho quasi intimato alla collega ventenne «che quando spegni la trentesima candelina comincia il declino».
Forse non è esattamente o puntualmente così, ma ammetto che da un po’ di anni a questa parte, oltre ad esserci cose che scendono inesorabilmente a valle, ci sono anche tante piccole scocciature di cui occuparsi.
E dicono che l’importante sia la salute.
Non per lamentarmi (oh, sì, anche) ma ultimamente sembro un ricettacolo di malesseri: non solo la tanto temuta operazione al setto nasale si avvicina e me la sto letteralmente facendo in mano, bensì da circa un mese ho notato come una piccola sporgenza vicino alla caviglia. Sarà un ematoma, regalo di qualche pantalone o stivale particolarmente stretto, ho giustificato le prime due settimane. Poi, vedendo che non passava, sono andata a chiedere consiglio a farmacisti vari che hanno ipotizzato problemi di circolazione… ma dopo un mese di pomatine e pilloline questo rigonfiamento non se ne andava (e faceva un po’ male), così mi sono decisa ad andare dal dottore che ha sentenziato: cisti tendinea.
Olè! Mi mancava la cisti tendinea, fra setto nasale, gengivite, sindrome del colon irritabile e tutto il cucuzzaro di acciacchi.
Ora, se questo fosse un reality e noi fossimo negli Stati Uniti, andrei dal primo Dr.90210 che mi capita a tiro e mi farei addormentare una volta soltanto riunendo setto nasale, cisti, liposuzione e mastoplastica addittiva. Ma qui siamo a Bologna e io sono una fifona totale, per cui penso che (attese al Cup permettendo) mi prenoterò una bella visita dall’ortopedico.
Per chi se lo stesse chiedendo la risposta è sì, l’incipit è tratto dal famoso monologo (mai cosa più azzeccata di questa fu detta).
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Come dicevo alcune puntate fa, nella nostra perigliosa nonché tendente all’infinito ricerca della casa nuova, abbiamo deciso di basare la scelta su alcune condizioni fondamentali che, a prescindere da quanto idiote/inutili possano sembrare viste da fuori, non potranno mai essere messe in discussione. Dette condizioni sono chiamate appunto imprescindibili.
Certo è che, trovandoci entrambi ad un’ennesima scelta immobiliare, alcuni punti di vista si sono ben definiti e sedimentati, ma soprattutto si vogliono evitare errori del passato e visto che in questa casa ci vorremmo trascorrere, se non tutta la vita addirittura, qualche decina di anni, vogliamo anzi pretendiamo che sia esattamente aderente alle nostre aspettative (fortuna che non abbiamo problemi di sfratto, vien da dire).
1. Che l’appartamento sia raggiungibile in pausa pranzo. Magari un giorno cambieremo sede di lavoro o addirittura lavoro, ma allo stato dell’arte vogliamo una casa che sia a metà tra i due uffici per trovarci e pranzare insieme.
2. Che lo stabile non contenga più di sei unità abitative. Le riunioni di condominio sono un crimine contro l’umanità di cui non vogliamo più essere vittime.
3. Che la casa non sia inferiore a 100 mq. Abitando attualmente in 70 mq, non vale la pena affrontare il disagio mentale, fisico e morale di un trasloco per meno di 30 mq.
4. Che sia lontano da ogni possibile fonte di rumore. La sottoscritta si sveglia sentendo il rumore delle unghie della gatta sul parquet. Parliamone.
5. Che abbia il balcone. Entrambi abbiamo vissuto in un totale di sette case diverse e non abbiamo mai avuto il balcone. Adesso vogliamo il balcone.
6. Che il riscaldamento sia autonomo. Fosse per me si accenderebbe a fine agosto per spegnersi a giugno (ovvio a questa impossibilità mantenendo il piumone).
7. Che sia ristrutturata e a norma. Di impegnarci in un’impresa titanica come la ristrutturazione non ne abbiamo minimamente voglia, lasciamo questo gusto agli amici di Discovery Travel & Living.
8. Che sia ristrutturata e a norma, ma non nuova da impresa. Perché di fregature sul nuovo da impresa ne abbiamo già viste abbastanza (e un po’ anche prese, per quanto mi riguarda).
A queste condizioni penso troveremo casa nel, mh, vediamo… 2097, mese più, mese meno. A patto ovviamente che non siano passati prima i Maya.
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categories: poteva andare peggio, cerco casa disperatamente
Detesto chi, acquisito un minimo di visibilità, si limita ad annunciare i propri appuntamenti e non mette più nulla di suo sul piatto del blog, ma in pratica lo sto facendo.
(anche se di visibilità vera e propria, nel mio caso, non parlerei)
Quindi, se ancora non vi sono scesa per una braga, sappiate che mi dispiace davvero se da qualche tempo a questa parte non scrivo un bello sfogo enorme, perché innanzitutto manca a me il non scrivere sul blog.
(c'è anche da dire che non ho molto di cui sfogarmi)
E, credetemi, non voglio dare l'impressione di quella che non ha più niente da dire... perché da dire ce l'avrò fino all'ultimo respiro! Ma soprattutto... abbiate pazienza se aggiorno solo per dirvi dove potrete bearvi live della sottoscritta: prometto che cercherò di essere migliore!
Comunque, così per dire, stasera presentiamo le Microfobie in provincia di Rovigo.
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